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Lingua e cultura

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Lunedì, 14 Dicembre 2015

Il fassano (fascian) rappresenta oggi l’idioma ladino più meridionale del gruppo dolomitico e perciò da secoli esposto agli influssi di area trentino-veneta risalenti a ritroso il solco dell’Avisio. Esso si presenta suddiviso in tre varietà principali, localmente dette cazét (alta valle), brach (centro valle) e moenat (Moena). Ogni idioma, ogni varietà linguistica, ha il suo sistema di regole. La lingua è un codice di comunicazione con funzioni diverse rispetto al dialetto, più alte e generali la prima, più familiari e particolari il secondo.

Inizialmente, l’appellativo ladino veniva usato dalla gente per definire la propria lingua. Il ladino è una lingua autonoma e diversa dalle altre, italiano tedesco che sia.

Accanto alla caccia, i mutamenti climatici consentirono lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame che per oltre 2000 anni rimarrà l’attività prevalente della popolazione fassana. L’antico stemma della Comunità di Fassa rappresenta infatti “L Paster de Fascia”, il pastore.

Una svolta importante per l’economia fassana fu rappresentata dalla scoperta delle Dolomiti, recentemente proclamate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Deodat de Dolomieu aveva scoperto che le rocce chiare e rosate erano dovute a un sale doppio di calcio e di magnesio.

Grazie alle sue scoperte e ai suoi interessi, si sviluppò pian piano la passione per queste aree geografiche così particolari e uniche dal punto di vista geologico e naturalistico.
Studiosi di mineralogia e geologia guardarono con grande interesse a queste formazioni vulcaniche risalenti a circa 230 milioni di anni fa che hanno dato luogo a filoni o ammassi intrusivi presenti in modo particolare nel gruppo dei Monzoni (in ladino Munciogn), nonché nelle alture perlopiù prative di Jumela e Dò le pale. A queste rocce eruttive vere e proprie si devono aggiungere quelle derivate dallo smantellamento di antichi vulcani, operato rapidamente dall’erosione marina e talvolta dall’erosione meteorica e torrentizia, in corrispondenza di coni vulcanici emersi, come nel caso delle alture del Buffaure.

La fama del gruppo dei Munciogn e della catena rocciosa limitrofa è dovuta in modo particolare alla varietà e alla composizione chimica degli innumerevoli minerali presenti, che ormai hanno raggiunto i musei e le raccolte private di tutto il mondo.

Naturalisti e collezionisti provenienti da tutta l’Europa percorsero le valli del Sella, seguiti da esploratori, scrittori ed artisti che diffusero ed alimentarono a loro volta la fama di queste montagne. Non mancarono arrampicatori tedeschi ed inglesi che contribuirono a rendere le nostre meravigliose montagne famose in tutto il mondo. In particolare la costruzione della Grande Strada delle Dolomiti, ad opera di Theodor Christomannos, diede un forte impulso al turismo e, proprio in quegli anni, vennero costruiti i primi alberghi per dare ospitalità ai villeggianti.
Il Passo delle Selle e la zona del Costabella tra la Val Monzoni e il Passo S. Pellegrino, come altri siti della Val di Fassa, sono stati fronte di combattimento durante la Prima Guerra Mondiale: si possono ancora incontrare resti di opere belliche come trinceramenti, baracche, scale e passerelle in legno.

Nel dopoguerra il turismo ha avuto un’importanza fondamentale per l’economia della Val di Fassa che poco alla volta si è ripresa dalla distruzione lasciata della guerra grazie alla tenacia e alla volontà dei fassani che sono riusciti a risollevarsi, valorizzando le bellezze naturali del territorio creando i presupposti per una buona crescita turistica ed economica.

L'Istituto culturale Ladino "Majon di Fasegn" www.istladin.net  (apre il link in una nuova finestra)è un ente funzionale della Provincia Autonoma di Trento, istituito nel 1975. Ha sede a San Giovanni, nel Comune di Vigo di Fassa, nell’antico “Tobià de la Pieif”, adiacente alla canonica della Pieve di Fassa.Tra i suoi scopi statutari figurano la raccolta, l’ordinamento e lo studio dei materiali che si riferiscono alla storia, all’economia, alla lingua, al folklore, alla mitologia, ai costumi ed usi della gente ladina. L’Istituto promuove inoltre la diffusione della lingua e della cultura ladina attraverso i media, collabora con la scuola per valorizzare e sviluppare l’insegnamento della lingua e sostiene l’organizzazione di un programma permanente di alfabetizzazione per adulti