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Pozza di Fassa in breve

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Martedì, 10 Febbraio 2015

Il Comune di Pozza di Fassa (dal lat. puteus / putea ‘stagno, pozza’) conta una popolazione di circa 2150 abitanti ed è formato dai centri abitati maggiori di Pozza (con Meida sulla sinistra orografica del Torrente Avisio) e Pera, situati in una conca alluvionale nella parte centrale della Val di Fassa, nel punto di maggiore ampiezza, ad una quota compresa tra i 1296 e i 1340 m, a cui si aggiungono gli insediamenti di mezza costa Moncion e Ronch.

A est la vista si allarga verso la romantica Val di San Nicolò con la sua meravigliosa distesa di prati dove si trovano ancora numerose baite e fienili di montagna, chiamati in ladino tieje, che in passato erano utilizzati per il deposito del fieno e come dimora stagionale degli abitanti che si recavano in alta montagna per la fienagione e l’alpeggio, e la rocciosa Val Monzoni, sin dall’Ottocento meta ambita dai geologi di tutto il mondo per la ricchezza mineralogica che la caratterizza, studiata fra gli altri dal geologo bergamasco Torquato Taramelli (1845-1922), al quale è intitolato il rifugio posto nella stessa Val Monzoni. A sud il Comune è cinto dagli spettacolari Sas da le undesc e Sas da le doudesc, a nord la vista è coronata dal gruppo del Sassolungo, mentre a ovest svettano i campanili frastagliati del Larsech, appendice più orientale del gruppo del Catinaccio-Antermoia.
Nel corso del Novecento il paese di Pozza è stato quasi interamente ricostruito a nuovo, soprattutto in seguito a due incendi (1896 e 1905) che distrussero metà dell’abitato. Fra gli edifici più antichi conservatisi merita una segnalazione quello denominato “la Torn” (‘torre’), ora abitazione civile, di struttura quadrangolare e munita di feritoie, che rappresenta l’unico esempio di antica fortificazione presente in valle (XV-XVI sec.). Una costruzione analoga, sede nei secoli passati dell’autorità giudiziaria della Val di Fassa, era visibile a Vigo di Fassa fino al 1935, anno in cui fu demolita.

Pozza di Fassa è sede dell’Istituto Statale d’Arte presso il quale si sono formati rinomati scultori, artigiani del legno e decoratori. Tra i quali spicca sicuramente la figura di Toni Gross, scultore di fama mondiale nonché grande scalatore e guida alpina.

Da segnalare la presenza sul territorio di Pozza, a sud del paese, di una sorgente idrosolforosa, situata sulla sinistra idrografica del torrente Avisio, nota sicuramente fin dal medioevo: documenti d’archivio conservati a Bressanone testimoniano che già nel Quattrocento vi sorgeva un pur modesto stabilimento per bagni frequentato per la cura di malattie cutanee e polmonari. L’edificio, detto “Casa del bagno di Fassa” o Bagn da tof, fu gravemente danneggiato nel corso del sec. XVIII dalle ripetute alluvioni e fu distrutto definitivamente nel maggio del 1777.
L’abitato di Pera (parola ladina che significa ‘pietra, sasso’) deve il suo nome al grande masso erratico tuttora visibile a ridosso dell’Albergo Rizzi, autentico monumento della storia dell’alpinismo dolomitico, la cui facciata presenta un imponente affresco raffigurante San Cristoforo.

A Pera nacque Tita Piaz, il grande scalatore e guida alpina soprannominato “il diavolo delle Dolomiti”. L’abitato, diviso nei due nuclei di Pera di sopra e Pera di sotto, è posto sulla destra dell’Avisio all’imbocco della Val del Vajolet, accesso naturale al paradiso alpinistico delle omonime Torri e alla spettacolare conca di Gardeccia.

Da non perdere la visita al Molin de Pèzol, antico mulino del 1800 perfettamente funzionante, oggi sezione locale del Museo Ladino di Fassa.

Moncion e Ronch, posti a monte di Pera fra i 1484 e i 1511 m di altitudine, conservano ancora numerose vecchie case, fienili pittoreschi e le fontane con la tipica copertura in legno e rappresentano uno dei pochi esempi ancora intatti di paese alpino tradizionale in Val di Fassa. Merita una segnalazione anche il nucleo abbandonato di Soal, lungo la strada che da Moncion sale alla conca di Gardecia: ora ridotto a pochi ruderi di case e tobié (fienili) di legno scuro, è un luogo ricco di suggestioni: il tempo sembra essersi fermato all’incanto delle leggende ladine, al tempo in cui bregostane e strie (streghe) si aggiravano misteriosamente su quei prati.

La denominazione del comune fino al 1955 era Pozza. Nel 1926 il comune viene soppresso e i suoi territori aggregati al comune di Vigo di Fassa; nel 1952 il comune viene ricostituito comprendendo anche i territori dell'ex comune di Perra ora denominato Pera di Fassa.

Nel comune esistono le frazioni di Monzon, Pera di Fassa e Ronch.

Coordinate 46°26'0N 11°41'0E
Altitudine 1.325 m s.l.m.
Superficie 73 km²
Abitanti 2110(31-12-2010)
Densità 28,9 ab./km²
Codice Istat 022145
Codice Catastale G950
Patrono san Nicola
Festivo 6 dicembre
Confina con Canazei, Mazzin, Moena, Nova Levante (BZ), Rocca Pietore (BL), Soraga, Tires (BZ), Vigo di Fassa