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Cosa puoi visitare

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 12 Febbraio 2015

Cosa puoi visitare a Pozza di Fassa e dintorni

Nel 1976 alla comunità di Pera fu consegnata una chiesa nuova. Un edificio moderno che si ispira a criteri architettonici collegati al sacro ma in una versione tutta nuova. Il cemento armato si sposa armonicamente al legno, l’interno è immaginato come un quadrato iscritto in un cerchio, dove al centro è posto l’altare. Il frutto di questa progettazione è dell’architetto Glauco Marchegiani e dell’ingegner Paolo Mayr. La prima domenica del mese di ottobre si festeggia la sagra.

La chiesetta di San Lorenzo, edificata alla fine del Cinquecento in stile tardogotico, presenta un esterno piuttosto sobrio con tetto coperto di scandole. L’interno è affrescato dal pittore locale Francesco Bernard “Franzeleto” soprannominato il “Giotto di Fassa”, uno dei più famosi “pittori itineranti” della Val di Fassa.

La chiesa parrocchiale è di recente costruzione (1956-57), ed è dedicata a S. Maria Ausiliatrice che con la sua altissima torre campanaria, dal 1957 domina il panorama. La chiesa parrocchiale, riferimento principale della vallata, è stata costruita su progetto dell’arch. Dario Albertini di Trento.

La antica chiesa di San Nicolò (metà XV sec., ristrutturata in stile primo barocco all’inizio del XVII sec.) è situata nella parte alta dell’abitato di Meida. Si tratta di un interessante esempio di architettura alpina, con il tetto a capanna caratterizzato da due falde ripidissime coperte di scandole.

La chiesa di Santa Giuliana, da secoli veneratissimo santuario della Valle, sorge sul dosso del Ciaslir poco a monte del paese di Vigo, dove sono stati rinvenuti i resti di un castelliere retico dell’Età del Ferro. Fu costruita nella metà del XV sec. in stile gotico. Le vicende della santa patrona di Fassa sono raffigurate in un grande affresco all’interno della chiesa, di autore ignoto, restaurato nel 1764 da Giovanni Battista Cudauner di Campitello.

La chiesetta di Sant’Anna, le cui tracce risalgono al secolo XIX e completamente restaurata di recente, sorge nella frazione di Moncion.

Appartenuto nel 1800 alla famiglia Rizzi (Salin) di Pera, il complesso molitorio è costituito da due macine per cereali e il brillatoio per l’orzo, azionati da tre grandi ruote idrauliche a pale tutt’oggi funzionanti. Vi si trovano inoltre le pile (primitivo sistema di brillatura dell’orzo a movimento verticale), il ventilabro e la restante attrezzatura del mugnaio. Restaurato e inaugurato nel 1983, il Molin de Pèzol è stata la prima sezione locale del Museo Ladino.

A Pozza di Fassa è presente una Mostra Mineralogica, realizzata in collaborazione con il Circolo Mineralogico di Fassa e Fiemme, presso la Ciasa de noscia Jent in Piaza Deodat de Dolomieu.

Presso il Museo Ladino di Vigo di Fassa, situato a metà strada fra Pozza e Vigo non lontano dalla chiesa di San Giovanni, il visitatore potrà esplorare uno spaccato della civiltà e della cultura dei Ladini dai tempi antichi fino ai giorni nostri: dalla preistoria alle attività produttive, dall’organizzazione istituzionale alle forme della ritualità civile e religiosa, dalle credenze alle tradizioni popolari. Il Museo offre inoltre una panoramica delle dinamiche storiche fino alla trasformazione segnata dall’avvento dell’alpinismo e del turismo, un viaggio nella storia e nei costumi di un popolo si snodano lungo i 600 metri quadrati del Museo Ladino di Fassa.

Il Museo Mineralogico Monzoni, nato recentemente in seguito al risultato di anni di appassionata ricerca da parte del suo titolare, Tone Rizzi “Poldin”, presso le svariate zone vulcaniche delle Dolomiti, è situato in strada de Pilat (vicino alla Chiesa di S. Giovanni), ed accoglie ben 200 varietà di minerali: dalla fassaite allo spinello, dall’olandite con varietà ferrostilbite agli analcimi bianchi, rossi, verdi e tripuntati.

La chiesa di San Giovanni è una delle più antiche pievi ladine, le cui origini, secondo quanto vuole la tradizione, risalgono probabilmente al periodo longobardo o carolingio. La prima costruzione romanica fu sostituita nella seconda metà del XV sec.